E dopo quindici anni facciamo di nuovo quattro passi a Compton! Breve recensione di Compton: A Soundtrack by Dr. Dre
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Certo, pare proprio
il dottore sia tornato. E non parlo del dottor Who o di qualcosa del
genere ma di Andrè Young, in arte Dr. Dre. Il pioniere della west
coast torna infatti a 16 anni dal magnifico 2001, con un disco
potente, insidioso ed, a suo modo, quasi perfetto. Certo, certo,
tutti noi appassionati abbiamo aspettato per quindici anni Detox, il
disco annunciato e rimandato almeno dieci volte negli ultimi anni.
Noi gli stessi che, quando Dre ha annunciato di aver definitivamente
cestinato il progetto abbiamo chiesto a Dio che diamine fosse
successo al mondo, sopratutto dopo gli ottimi singoli che parevano
farne parte e i beat ghiotti che il dottore ci aveva fatto ascoltare
in qualche video. Ma torniamo al presente, torniamo a Compton: A
Soundtrack by Dr. Dre. Disco che, stando a quanto raccontato
direttamente dal beatmaker, è un parto di un lampo di ispirazione
subito mentre era sul set del film sugli N.W.A. Ci crediamo? Ognuno
abbia la sua idea idea su queste epifanie dal sapore di trovata
pubblicitaria.
Tuttavia il prodotto
che ci troviamo davanti è davvero estremamente valido. Come al
solito Dre produce poco o niente, limitandosi a collaborare con i
vari beatmaker ospiti del disco limitandosi a mettere nel beat
qualche particolare che gli dia un tratto distintivo tipico del suo
suono.
Il disco, in ogni
caso, parte subito facendo la voce grossa prima con Talk About It e
poi con Genocide, pezzone devastante con un'ottima produzione , una
buona prestazione al microfono del dottore ed un Kendrick Lamar che
la fa subito da padrone sulla traccia. Da qui si apre la porta ed è
un susseguirsi di pezzi di gran livello come Darkside/Gone (con la
doppia produzione di Best Kept Secret nella prima parte e D.R.U.G.S.
Beats nella seconda, entrambi in combo con Dre, e con Kendrick Lamar
che ci regala una prova oltre il livello d'eccellenza...è certamente
il mio pezzo preferito) e Deep Water (ancora con Kendrick che spara
una strofa bomba), One Shot One Kill e Satisfiction (dove troviamo
uno Snoop Dogg cosi in forma che sembra arrivare da altri tempi) o
Medicine Man (in cui Eminem tira fuori una strofa come non faceva da
anni e rende il pezzo uno dei più riusciti del disco). Ovviamente il
disco non è esente da tracce un po' più deboli come ad esempio
Loose Cannons o Issues, tuttavia esse nonostante siano un po sotto la
media restano estremamente ascoltabili (Xzbit in Loose Cannons riesce
comunque a prendere bene nonostante una prova che poteva sicuramente
essere migliore).
Una nota di merito
va a Animals, ottima traccia con una super produzione di Premier
nella prima, storica collaborazione con Dre da cui nasce un pezzo
riuscitissimo.
Insomma c'è poco
altro da aggiungere. Compton: A Soundtrack by Dr. Dre è un disco
riuscito, vario e godibile con buona pace di quelli che speravano di
sentirsi una versione 2015 di The Chronic. Fortunatamente il disco
suona nuovo e perfettamente integrato nel suo periodo.
Forse a differenza
dei due dischi precedenti si sente meno quell'aria di rivoluzione
dell'apparato musicale, ma in ogni caso e presto per dirlo…ai
posteri l'ardua sentenza.



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