per fortuna a volte ritornano, quattro chiacchiere su The Documentary 2 prima parte dell'ultima fatica di The Game

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Era il 2005 quando Jayceon Terrell Taylor, meglio conosciuto come The Game, faceva il suo ingresso nel panorama mondiale del rap con un ottimo disco intitolato The Docuentary. Disco creato con la collaborazione di pezzi grossi come Dr. Dre o 50 Cent (all'epoca personaggio importantissimo nella scena). Con questo lavoro inizia la carriera del rapper di Compton che nonostante alti e bassi continua a sfornare dischi con una certa continuità. A quindici anni dall'uscita di The Documentary, The Game da forma ad un progetto ambizioso che comprende non uno ma ben due seguiti “spirituali” del suo lavoro d'esordio, The Documentary 2 e The Documentary 2.5, usciti a pochi giorni di distanza l'uno dall'altro.
Oggi voglio parlarvi della prima parte di questo disco, The Documentary 2. Un disco che certamente è riuscito a colpirmi presentandosi fluido, ben calibrato e con pochissimi cali. La presenza di tracce in collaborazione con pezzi grossi della scena che, oltretutto, danno delle prove molto convincenti (vedi Kendrick Lamar in One Me, Ab-Soul in Dollar and a Dream o Snoop Dogg in La...senza scordare l'ottimo prove di Ice Cube, Dr Dre e Q-tip nelle loro tracce) e non può che dare una marcia in più al disco che, inoltre, presenta anche delle ottime produzioni (tra le quali spiccano sicuramente quella di Scott Storch in Bitch You Ain't Shit e quella di Premier in The Documentary 2, titletrack del disco e, a parere di scrive, traccia migliore del disco). Lo stesso The Game pare avere nuova linfa e si presenta alla prova col microfono in forma smagliante come non si vedeva da tempo infilando pezzi di alto livello uno dopo l'altro. Non fosse per il fatto che in alcune tracce sentiamo il livello calare (in 100, ad esempio, dove incontriamo anche la collabo con un Drake sottotono) e che nella parte centrale il disco tende ad essere un po “debole” (anche se sempre con tracce molto buone) avremmo davanti un disco davvero d'eccellenza.

In definitiva, The Documentary 2 si presenta come un buonissimo disco che riesce sia ad accontentare lo zoccolo duro dei fan di The Game, grazie all'impatto dell'mc che non va mai a perdersi nemmeno nelle tracce meno convincenti, che a farsi apprezzare da coloro che magari erano stati delusi dalle uscite più recenti, per merito di un occhio di riguardo al passato che influenza sonorità e liriche del disco. Ovviamente ci sarà qualcuno che storcerà il naso perché preferiva qualcosa di diverso, qualche beat più commerciale o qualche ritorno allo stile prettamente west che impregnava i primi lavori di The Game, però in generale penso che questo disco meriti quanto meno una possibilità per essere apprezzato. Francamente con me ci è riuscito, sopratutto sui pezzi iniziali mi son quasi sentito quel quindicenne che metteva per la prima volta nello stereo The Documentary.

Voto: 7.5/10

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